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90° Parallelo | Luca Bracali | TEDxSiena: transcript

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90° Parallelo | Luca Bracali | TEDxSiena

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Luca Bracali, fotografo e documentarista con 41 anni di carriera e collaborazioni con la Rai e National Geographic, racconta la spedizione che lo ha portato a raggiungere sugli sci il Polo Nord geografico, il 90° parallelo. Dopo aver documentato gli effetti del riscaldamento globale in Alaska e Canada, decide di unirsi a una spedizione guidata da Victor Boyarski, accettata solo tre giorni prima della partenza per circa 6-7.000 euro invece dei 25.000 richiesti. Nonostante l'allenamento quasi inesistente e un fisico di 57 anni e mezzo, affronta 100 km con una slitta di 45 kg, otto ore di sci al giorno, temperature fino a 35-40 gradi sotto zero, il rischio degli orsi polari e il sole che gira per 24 ore. Rischia di perdere le dita per una toilette durante una bufera. Raggiunto il Polo, intervista scienziati russi a Barneo sullo scioglimento dei ghiacci e sull'effetto albedo, concludendo con un appello ad amare e proteggere il pianeta.

Key points

  1. Bracali ha 61 anni e 41 anni di carriera come fotografo e documentarista per Rai e National Geographic.
  2. Dal 2008 si occupa di cambiamenti climatici e ha dedicato cinque dei suoi 21 libri al pianeta Terra.
  3. Fu accettato nella spedizione tre giorni prima della partenza, pagando circa 6-7.000 euro invece dei 25.000 richiesti.
  4. Il capo spedizione Boyarski gli disse che l'80% della sfida è forza mentale e solo il 20% forza fisica.
  5. La spedizione prevedeva circa 100 km sugli sci con una slitta di 45 kg, otto ore al giorno a temperature fino a 35 sotto zero.
  6. Per una toilette durante una bufera rischiò di perdere le dita, sciando due giorni per riattivare la circolazione.
  7. A Barneo intervistò scienziati russi: in 80 anni le acque dell'Artico sono passate da 0,7 a 1,2 gradi.
  8. L'effetto albedo crea un meccanismo a catena per cui il ghiaccio sciolto fa riscaldare di più la Terra.

Transcript

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  1. 0:03

    [musica] Inizierei proprio non dal capo del mondo, ma dalla mia vita che è un po' che un po' rappresenta un sogno, se così vogliamo dire, però poi anche sogni per essere trasformati in realtà hanno bisogno di coraggio. Io ho 61 anni, 41 anni di carriera come fotografo e documentarista. Attualmente lavoro per le reti RAI, appunto 1 2 e 3. Quindi il mio mestiere è proprio girare il mondo, il lungo e largo e lo faccio praticamente ogni mese.

  2. 0:45

    Diciamo che eh ho affrontato diverse sfide nella mia vita, ma una in particolare veramente mi ha lasciato una traccia. Eh, dal 2008 ho iniziato ad interessarmi dei cambiamenti climatici, del global warming in modo particolare e poi successivamente avrò pubblicato cinque dei miei 21 libri proprio dedicati al pianeta Terra e dopo, ecco, essere rimasto veramente colpito da quello che vedevo accadere nel nord del mondo e parlo di Alaska e Canada, dopo una spedizione di 35 giorni, decisi l'anno successivo di intraprendere appunto una sfida un po' più folle, quella di poter eh aggiungermi ad una spedizione e raggiungere sugli sci, a piedi sugli sci, il polo nord geografico, quel punticino fisicamente inesistente che sta in cima alla Terra, appunto il 90o parallelo e che è praticamente il regno

  3. 1:45

    dei ghiacci finché ci saranno. Tutto ha iniziato chiedendo di poter partecipare a questo viaggio, ma mi fuesto da Victor Boyarsi, capo spedizione, 20.000 e più altre spese, ci volevano sui €25.000. Io, diciamo, non avevo sponsor sufficienti a coprirmi il viaggio e quindi la prima sfida fu cercare di contrattare per avere un prezzo migliore. Non ci fu verso. Tre giorni prima della partenza mi sento chiamare e dirmi Luca dice, ma sei ancora disponibile a venire in viaggio?

  4. 2:17

    eh al Polo Nord a unirti alla nostra spedizione? Dissi, "Beh, sì, se c'è ancora posto e ehm lo farei molto volentieri, però sempre quei 6-7.000 ho a disposizione, non 20.000." Dice, "Va bene, ti accettiamo." Ovviamente non avevano riempito i posti necessari. Così fu e mi presentai al cospetto, quindi questo luogo Longarn, capoluogo dellos Valbard, punto diciamo di partenza per poi raggiungere la base di Barneo. E lì ci fu fatta una riunione dove venne chiesto quanto tempo vi siete allenati e ci furono esploratori dice io un anno intero a correre con lungo la spiaggia e altri chi io 6 mesi sulla montagna io 8 mesi trasportandomi dietro un copertone di di un camion e mi chiesero a me e tu invece quanto ti sei allenato? Io feci tre Ah, dice 3 mesi dissi no tre giorni. E dice in che

  5. 3:16

    senso? Eh, mi avete chiamato 3 giorni fa e quindi in tre giorni ho avuto tempo di allenarmi per chiudere le valigie e venire qui. Dunque mi misero di fronte a una prova, primo test, fare 4, a 25 sotto 0 con una slitta di 40 kg, 45 kg per vedere se, insomma, me la fossi sentita. E mi fu detto, guarda, puoi sempre rinunciare anche adesso, però sappi che se dirai di sì, eh, quello sarà. e mi fecero firmare un disclaimer che in caso di morte e lì sarebbe finita e non avremmo percepito i miei familiari nessun nessun denaro. Quindi la scelta coraggiosa fu quella di dire sì, partiamo e così partiì partii per questa per questa spedizione convinto e motivato, ma non sapendo a cosa stesse andando incontro. E lo stesso BRski, al quale chiesi ma con il mio fisico di 57,5

  6. 4:15

    riuscirò a farmi 100 km, appunto, eh per raggiungere la cima del nostro pianeta con 45 kg di slitta? E Boyarski mi disse, "Guarda, Luca, l'80% è mente, è forza fisica. Il 20% invece e scusate, l'80% è solamente forza mentale, il 20% è forza fisica, per cui dipende da te. Beh, decisi di di affrontare la sfida. Partimmo, ci lasciarono con elicotter prima Barneo, questa base a 400 km al Polo Nord e poi in elicottero raggiungemmo raggiungemmo, diciamo, The Last degreen, insomma, l'ultimo parallelo, circa 100 km da percorrere di distanza. Ci lasciarono lì, ci mollarono a terra e l'elicottero partì e noi al nostro destino abbandonati. Io lo feci ovviamente per un discorso documentaristico, non per una sfida fisica. Non mi interessava passare da Superman da supereroe. Ce ne sono un

  7. 5:14

    miliardo di persone più brave di me, io non lo sono affatto, però volevo documentare lo scioglimento dei ghiacci, raccontare una storia. L'importante è avere sempre in testa un progetto, un'idea, una storia da raccontare per lasciare una traccia e ispirare gli altri. E così partimmo. Fu veramente dura, fu impegnativa 8 ore al giorno con la slitta dietro per m appunto per chilometri e chilometri finché poi non dovevamo piazzare la tenda a 35 sotto zero, togliersi i guanti, sistemare la tendina, procurarsi il fuoco per sciogliere la neve, perché potevamo bere. Dopo 8 ore iniziavamo a bere cibi liofilizzati e quant'altro, sostanze grasse per darci energia. consumavamo 5-6.000 calorie il giorno. Il problema qual era? Dove piazzare la tenda? Perché se la piazzavi qui o qua c'era differenza. Lo stesso Ren Mesner, che ha definito raggiungere il Polo Nord 10 volte più difficile che raggiungere l'Everest, al primo giorno di spedizione

  8. 6:13

    piazzò male la tenda, quella di suo fratello, si aprì il crack nel ghiaccio e il fratello finì in acqua. Spedizione annullata, quindi già quella è una sfida. La seconda sfida è l'orso polare. Cosa fai se ti arriva l'orso polare? Eh, sei nei guai. Sicuramente, quindi eh dovevamo dormire con un'arma. Io avevo un lanciarazzi e il capo spedizione un'arma da fuoco. Ma dove la tenevi l'arma? Siccome si dorme coperti con il naso incluso e la testa tutta all'interno di un saccapelo, la scelta è tenerla fuori, così l'orso polare magari ti bussa la tenda, ti dice "Sto arrivando" e tu imbracci l'arma e devi uscire da 35° del piumino a -35, son 70 di escursione termica. oppure tenerla dentro, magari fra le gambe, ma se la notte ti sogni male, succede qualcosa, parte il colpo e sei veramente finito.

  9. 7:04

    Quindi quello era veramente una sfida, una sfida che poi dovevi anche tenere le batterie vicino al cuore per tenerle più calde possibile in modo tale eh diciamo da essere pronti per fotografare il giorno dopo. Pensate che per una toiletta di troppo ho eh rischiato di perdere le dita. Nella spedizione precedente sono partite quattro dita, due pezzetti di naso e un pezzetto di organo riproduttore maschile. E questo per dirvi quanto non sia uno scherzo, diciamo, fare un'impresa del genere dove appunto il coraggio è proprio la scelta di intraprenderla. Immaginate anche di sciare 8 ore al giorno e di avere il sole che vi gira intorno per 24 ore. Non esiste alba, non esiste tramonto, una roba alla shining. Il nostro corpo non è abituato ovviamente né a quelle temperature estreme né alla fatica di di sciare per 8 ore, ma tantomeno di vedersi roteare il sole attorno e andare a dormire con il sole alto. Quindi anche questa era rappresentava un'altra sfida.

  10. 8:02

    Io infatti sono arrivato a un certo punto a maledire il giorno in cui sono nato e il lavoro che ho intrapreso, che è la cosa qui più amo nella mia vita. Quindi dopo ovviamente le mie figlie e questo mi ha portato proprio a capire quanto la mia mente fosse arrivata proprio a ground zero per quanto riguarda la sopportazione. Ma siamo andati avanti. Purtroppo il capo spedizione ci diceva, sapete, domani dobbiamo sciare, oggi dobbiamo sciare 5 km in più perché stanotte, a causa del drifting del ghiaccio, abbiamo eh abbiamo arretrato la nostra eh la nostra banchese è arretrata di 6 km, quindi c'è da camminare domani da sciare altri 6 km in più e immaginate come come iniziava la giornata. E come dicevo, per una toilet di troppo ho rischiato di perdere quattro dita, due dita, proprio perché il Blizzard a 50 sotto zero a quel punto lì mi ha rischiato di di no, eh di

  11. 9:00

    paralizzare le arti e dopodiché eh c'è purtroppo l'amputazione. Ho sciato due giorni praticamente muovendo le dita all'interno dei guanti proprio per riprendere eh diciamo la circolazione e continuava a scattare e continuava a fotografare. Finalmente abbiamo raggiunto il Polo Nord, una sensazione unica, una sensazione che ti dà che ti riempie il cuore, non ti fa sentire, ripeto, un eroe, però, insomma, ti rendi conto di aver compiuto una piccola impresa, soprattutto se hai documentato la storia. Ma non ero soddisfatto, non ero pago. Il mio scopo era intervistare degli scienziati, capire quello che stesse succedendo al pianeta Terra, perché dovevo scrivere articoli, dovevo scrivere nuovi libri. Quindi siamo rientrati a Barneo e lì ho trovato una comunità di scienziati russi che appunto alloggiava per un mesetto o due a studiare, diciamo, glaciologia e oceanografia e dei mari. Quindi quello

  12. 9:59

    che ho scoperto è stato praticamente che negli ultimi 80 anni le acque dell'Oceano Artico si sono innalzate di temperatura passando dagli 0,7° all'1.2° 2° in positivo. Pensate in meno di un secolo quasi un raddoppio delle temperature e questa ve la sta a dire lunga come storia. E poi mi hanno spiegato dell'effetto albido che praticamente il la terra si surriscalda sempre di più, il ghiaccio soprattutto che assorbe calore e viene e viene sciolto perché chiaramente il il caldo del sole tende a scioglierlo, ma cosa succede? A quel punto lì si apre un po' un varco e la terra si riscalda ancora di più e quindi il ghiazzo tende a sciogliersi ancora di più. è un meccanismo a catena che fa sì che la fusione dei ghiacci realmente avvenga.

  13. 10:47

    La Terra sta entrando in una sua fase, diciamo, geologica, come 1000 ere si sono evolute nei milioni di anni, ma l'uomo, credetemi, in questo caso gli sta dando una grossissima mano. All'epoca si parlava del 30%, adesso l'azione antropica è vicina al 90%, a detta degli ultimi scienziati. Quindi cosa cosa voglio dirvi? cosa, diciamo, come voglio concludere questo mio intervento, semplicemente di darvi l'ispirazione e a fare ciò che io faccio, che è molto semplice, amare il nostro pianeta, amarlo con tutto noi stessi e donargli una fetta di cuore.

  14. 11:30

    Credetemi, anche questo è un atto di coraggio. Grazie. [applauso]

Questions

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Perché Luca Bracali ha deciso di raggiungere il Polo Nord sugli sci?

Voleva documentare lo scioglimento dei ghiacci e raccontare una storia, non compiere una sfida fisica da supereroe. Il suo obiettivo era lasciare una testimonianza e ispirare gli altri.

Come è riuscito a partecipare alla spedizione?

Aveva chiesto di unirsi al gruppo ma non aveva sponsor sufficienti per i 25.000 euro richiesti. Tre giorni prima della partenza fu chiamato perché c'erano posti liberi e fu accettato con i 6-7.000 euro che aveva a disposizione.

Quanto si era allenato prima di partire?

Praticamente per niente: rispose al capo spedizione che si era allenato tre giorni, cioè da quando lo avevano chiamato. Gli fu comunque fatto un test con una slitta da 40-45 kg a 25 sotto zero.

Quali erano i principali pericoli della spedizione?

Il freddo estremo, la fatica di sciare otto ore al giorno, il sole che gira per 24 ore, il rischio di crepe nel ghiaccio e gli orsi polari, per cui si dormiva con un lanciarazzi e un'arma da fuoco.

Cosa ha scoperto Bracali dagli scienziati incontrati a Barneo?

Che negli ultimi 80 anni le acque dell'Oceano Artico si sono riscaldate passando da 0,7 a 1,2 gradi. Gli hanno anche spiegato l'effetto albedo, il meccanismo a catena che accelera la fusione dei ghiacci.

Qual è il messaggio finale del suo intervento?

Invita a trarre ispirazione e ad amare il pianeta con tutto se stessi, donandogli una fetta di cuore. Secondo Bracali anche questo è un atto di coraggio.

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